Centro Internazionale Studi Luigi Sturzo
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Chiusura fase diocesana della causa di beatificazione e canonizzazione di don Luigi Sturzo

24 novembre 2017 ore 19.00
S.Messa - Roma - Chiesa S. Agostino
officiata da S.E. mons. Michele Pennisi e S.E. mons. Calogero Peri e mons. Francesco Maria Tasciotti
24 novembre 2017 ore 10.00
S.Messa - Udine - Chiesa S. Giacomo
officiata da mons. Giulio Gherbezza
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Progetto culturale della CEI

Donne d'Europa.



L'ATTUALITA' DEI VALORI FEMMINILI NELLA VITA DELLA SOCIETA' EUROPEA.

13. Tra i valori fondamentali collegati alla vita concreta della donna, vi è ciò che è stato chiamato la sua «capacità dell'altro»....

Questa intuizione è collegata alla sua capacità fisica di dare la vita. Vissuta o potenziale, tale capacità è una realtà che struttura la personalità femminile in profondità. Le consente di acquisire molto presto maturità, senso della gravità della vita e delle responsabilità che essa implica. Sviluppa in lei il senso ed il rispetto del concreto, che si oppone ad astrazioni spesso letali per l'esistenza degli individui e della società. È essa, infine, che, anche nelle situazioni più disperate - e la storia passata e presente ne è testimone - possiede una capacità unica di resistere nelle avversità, di rendere la vita ancora possibile pur in situazioni estreme, di conservare un senso tenace del futuro e, da ultimo, di ricordare con le lacrime il prezzo di ogni vita umana....

In tale prospettiva si comprende il ruolo insostituibile della donna in tutti gli aspetti della vita familiare e sociale che coinvolgono le relazioni umane e la cura dell'altro. Qui si manifesta con chiarezza ciò che Giovanni Paolo II ha chiamato il genio della donna. Questo implica prima di tutto che le donne siano presenti attivamente e anche con fermezza nella famiglia, «società primordiale e, in un certo senso, "sovrana"», perché è qui, innanzitutto, che si plasma il volto di un popolo, è qui che i suoi membri acquisiscono gli insegnamenti fondamentali. Essi imparano ad amare in quanto sono amati gratuitamente, imparano il rispetto di ogni altra persona in quanto sono rispettati, imparano a conoscere il volto di Dio in quanto ne ricevono la prima rivelazione da un padre e da una madre pieni di attenzione. Ogni volta che vengono a mancare queste esperienze fondanti, è l'insieme della società che soffre violenza e diventa, a sua volta, generatrice di molteplici violenze. Questo implica inoltre che le donne siano presenti nel mondo del lavoro e dell'organizzazione sociale e che abbiano accesso a posti di responsabilità che offrano loro la possibilità di ispirare le politiche delle nazioni e di promuovere soluzioni innovative ai problemi economici e sociali.

Al riguardo, non si può tuttavia dimenticare che l'intreccio delle due attività - la famiglia e il lavoro - assume, nel caso della donna, caratteristiche diverse da quelle dell'uomo. Si pone pertanto il problema di armonizzare la legislazione e l'organizzazione del lavoro con le esigenze della missione della donna all'interno della famiglia. Il problema non è solo giuridico, economico ed organizzativo; è innanzitutto un problema di mentalità, di cultura e di rispetto. Si richiede, infatti, una giusta valorizzazione del lavoro svolto dalla donna nella famiglia. In tal modo le donne che liberamente lo desiderano potranno dedicare la totalità del loro tempo al lavoro domestico, senza essere socialmente stigmatizzate ed economicamente penalizzate, mentre quelle che desiderano svolgere anche altri lavori potranno farlo con orari adeguati, senza essere messe di fronte all'alternativa di mortificare la loro vita familiare oppure di subire una situazione abituale di stress che non favorisce né l'equilibrio personale né l'armonia familiare. Come ha scritto Giovanni Paolo II, «tornerà ad onore della società rendere possibile alla madre - senza ostacolarne la libertà, senza discriminazione psicologica o pratica, senza penalizzazione nei confronti delle sue compagne - di dedicarsi alla cura e all'educazione dei figli secondo i bisogni differenziati della loro età».

14. È opportuno comunque ricordare che i valori femminili, ora richiamati, sono innanzitutto valori umani: la condizione umana, dell'uomo e della donna, creati ad immagine di Dio, è una e indivisibile. È solo perché le donne sono più immediatamente in sintonia con questi valori che esse possono esserne il richiamo ed il segno privilegiato. Ma, in ultima analisi, ogni essere umano, uomo e donna, è destinato ad essere «per l'altro». In tale prospettiva ciò che si chiama «femminilità» è più di un semplice attributo del sesso femminile. La parola designa infatti la capacità fondamentalmente umana di vivere per l'altro e grazie all'altro.

Pertanto la promozione della donna all'interno della società deve essere compresa e voluta come una umanizzazione realizzata attraverso quei valori riscoperti grazie alle donne. Ogni prospettiva che intende proporsi come una lotta dei sessi è solamente un'illusione ed un pericolo: finirebbe in situazioni di segregazione e di competizione tra uomini e donne e promuoverebbe un solipsismo che si alimenta ad una falsa concezione della libertà.

Senza pregiudizio circa gli sforzi per promuovere i diritti ai quali le donne possono aspirare nella società e nella famiglia, queste osservazioni vogliono invece correggere la prospettiva che considera gli uomini come nemici da vincere. La relazione uomo-donna non può pretendere di trovare la sua condizione giusta in una specie di contrapposizione, diffidente e difensiva. Occorre che tale relazione sia vissuta nella pace e nella felicità dell'amore condiviso.

Ad un livello più concreto, le politiche sociali - educative, familiari, lavorative, di accesso ai servizi, di partecipazione civica - se, da una parte, devono combattere ogni ingiusta discriminazione sessuale, dall'altra, devono sapere ascoltare le aspirazioni e individuare i bisogni di ognuno. La difesa e la promozione dell'uguale dignità e dei comuni valori personali devono essere armonizzate con l'attento riconoscimento della differenza e della reciprocità laddove ciò è richiesto dalla realizzazione della propria umanità maschile o femminile.

Dalla "Lettera ai Vescovi della Chiesa cattolica sulla collaborazione dell'uomo e della donna nella Chiesa e nel mondo." della Congregazione per la Dottrina della Fede del 31-07-04


Con il contributo
Direzione Centrale per le Relazioni Internazionali e per le Autonomie locali della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia
Fondazione CRUP di Udine
CISL di Udine

Con il patrocinio
Regione Friuli Venezia Giulia
Università degli Studi di Udine
Provincia di Udine
Comune di Udine
Ufficio Scolastico Regionale Friuli Venezia Giulia - Direzione generale
Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Provincia di Udine

Partecipano
Commissione pari opportunità della Regione Friuli Venezia Giiulia
Commissione pari opportunità della Provincia di Udine
Commissione pari opportunità del Comune di Udine
Commissione pari opportunità dell'Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Provincia di Udine
Soroptimist International di Udine
Associazione mediatori di comunità Onlus
Club Unesco di Udine

Sala Paolino d'Aquileia - via Treppo, 7 - Udine dalle 10.00 alle 13.00 - 17.12.2005

Introduce
Daniela Vidoni, responsabile regionale CISS

Una filosofa europea, Simone Weil: azione e contemplazione.
Giulia Paola Di Nicola, docente di sociologia della famiglia all'Università di Chieti
Attilio Danese, docente di politica sociale all'Università di Chieti

Interventi
conduce Renato Pilutti, esperto in problemi del lavoro ed etica sociale

Le donne nell'Università e nel mondo della ricerca: quali pari opportunità?
Maria Amalia d'Aronco, prorettore dell'Università di Udine e past-president del Soroptimist International di Udine

Donne e politica.
Cecilia Schiff, sindaco di Porpetto

I progetti del Comune di Udine per le pari opportunità.
Cinzia Del Torre, presidente della commissione delle pari opportunità del Comune di Udine

Donne e solidarietà.
Annarita De Nardo, dirigente del Centro d'ascolto CARITAS dell'Arcidiocesi di Udine

Donne nella professione medica.
Silvana Cremaschi, coordinatrice della commissione delle pari opportunità dell'Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Provincia di Udine

Le donne nel mondo del lavoro: esistono le pari opportunità?
Cristina Fanciullacci, responsabile del coordinamento donne della CISL di Udine

I progetti della Provincia di Udine per le pari opportunità.
Michela Gasparutti, referente alle pari opportunità della Provincia di Udine

Una testimonianza d'integrazione.
Faten Chabarek, imprenditrice siriana

I progetti della Regione Friuli Venezia Giulia per le pari opportunità.
Edgarda Fiorini, membro della commissione delle pari opportunità della Regione Friuli Venezia Giulia e presidente delle Donne Impresa Confartigianato della Provincia di Udine

Ruolo delle donne nel processo migratorio.
Irma Guzman, mediatrice culturale

Le donne a difesa della vita.
Renata Capria, presidente del Club Unesco di Udine

Al termine ci sarà un momento conviviale e lo scambio degli auguri per il S. Natale