Centro Internazionale Studi Luigi Sturzo
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Chiusura fase diocesana della causa di beatificazione e canonizzazione di don Luigi Sturzo

24 novembre 2017 ore 19.00
S.Messa - Roma - Chiesa S. Agostino
officiata da S.E. mons. Michele Pennisi e S.E. mons. Calogero Peri e mons. Francesco Maria Tasciotti
24 novembre 2017 ore 10.00
S.Messa - Udine - Chiesa S. Giacomo
officiata da mons. Giulio Gherbezza
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Progetto culturale della CEI

Causa di canonizzazione

Preghiera per la glorificazione del servo di Dio don Luigi Sturzo

O Dio, Padre delle misericordie, ti adoro, ti ringrazio e ti benedico per aver suscitato il tuo sacerdote don Luigi Sturzo a portare il tuo amore nella cosa pubblica, nella sua missione per il popolo, per il conseguimento della vera vita.
Ti prego umilmente di glorificare anche su questa terra il tuo servo fedele.
Fa che anch'io, sul suo esempio, sappia testimoniare il tuo nome tra gli uomini nella verità, nella giustizia, nella vera libertà e nell'amore ai fratelli, perchè tutti poi abbiamo ad essere partecipi del tuo regno e, se è nei tuoi disegni, fammi sperimentare la forza della sua intercessione, concedimi la grazia che tanto desidero.
Gloria al Padre.

Coloro i quali hanno conosciuto personalmente don Luigi Sturzo e/o hanno notizie interessanti da comunicare, come pure tutti quelli che desiderano rendere note grazie o guarigioni, che ritengono di avere ottenuto dal Signore per sua intercessione, sono pregati di scrivere a:
Centro Internazionale Studi Sturzo
Postulazione della causa di canonizzazione di don Luigi Sturzo
Circonvallazione Trionfale, 34
00195 Roma

Nell'editto con il quale Camillo Ruini [1] annuncia che è stato richiesto di dare inizio alla causa di canonizzazione, egli afferma:

"... uomo di Dio, dotato di grande impegno e di iniziative eccezionali, di carattere forte e dalla volontà tenace ..."
"... seppe infondere nei cattolici italiani il senso del diritto-dovere della partecipazione alla cosa pubblica al servizio della verità e dei più deboli, mediante l'applicazione dei principi della dottrina sociale della Chiesa."

S.E. mons. Loris Francesco Capovilla [2], già segretario di papa Giovanni XXIII, in una lettera conservata presso la Postulazione della causa:

Non ricordo con esattezza il commento di Giovanni XXIII alle parole di Sturzo che all'approssimarsi della morte rinnovò la sua devozione al Papa e alla Chiesa, e domandò perdono a tutti.
Press'a poco disse il Papa:"Non ha nulla da rimproverarsi. Altri dovrebbero chiedere perdono a lui. La Chiesa lo ringrazia per l'esempio di preclare virtù sacerdotali, l'onore resole con gli studi, le sue pubblicazioni, la sua generosa ed eroica accettazione dell'esilio e soprattutto di aver lottato con amore e perdonato eroicamente."

don Giovanni Rossi [2], già segretario particolare del beato Andrea Carlo Ferrari:

Egli fu la mente ed il cuore del risorgimento politico cristiano del nostro Paese ... Soprattutto egli fu un prete di profonda fede, di alta soprannaturalità. Nel labirinto politico non gli mancò mai la luce di Cristo a illuminare la sua azione, tutta tesa a fare più grande e prospera moralmente e socialmente la nostra Patria. Morì come un santo...

card. John Wright [2], Prefetto della Congregazione per il Clero:

don Sturzo non si preoccupava dei problemi personali come uomo o come sacerdote. Egli si occupava del bene comune, ossia del benessere e dei problemi della comunità. Egli era, come ogni sacerdote dovrebbe ambire di essere, un vero altruista. La sua preoccupazione era per il popolo, per la comunità, per la Chiesa, non per don Sturzo.

Jacques Maritain [2], ricordando le visite fatte a don Sturzo:

Ammalato, esiliato, vedendo i suoi avversari politici apparentemente trionfatori e l'opera a cui egli aveva dedicato la sua vita apparentemente perduta, ciò che al di sopra di tutto colpiva in lui, era la pace dell'anima, la fede soprannaturale, e una straordinaria serenità, di cui la sorgente era nascosta in Dio. Si percepiva che egli possedeva la forza della sua missione sacerdotale e dell'offerta con la quale egli donava ogni giorno se stesso, offrendo Gesù Cristo. Sacerdote innanzitutto, egli non aveva difficoltà a mantenere intatti in mezzo alle agitazioni politiche il suo ministero sacerdotale e la sua vita interiore. In lui l'attività temporale e la sua vita spirituale erano tanto più perfettamente distinte, in quanto esse erano intimamente unite nell'amore e nel servizio del Cristo.

Suor Candida Giudici [2], suora canossiana:

Teneva la sua mente ed il suo cuore in un'atmosfera di sublime purezza non ammettendo avvertitamente nessun pensiero che non fosse Dio ed il suo dovere. Diceva: Non dobbiamo fermarci né nella gioia, né nel dolore, né in ciò che accade, ma subito rivolgersi a Dio.

Giuseppe Palladino [2], esecutore testamentario di don Sturzo:

Se dovessi dire ciò che più mi ha impressionato (e su cui tuttora continuo a meditare) dell'eccezionale personalità di don Luigi Sturzo, direi che il mio privilegio è stato quello di vedere vivere ed operare un uomo in totale e perfetta unione con Dio e quindi completamente distaccato da se stesso e da qualsiasi interesse mondano. Questa totale e perfetta unione di don Sturzo con Dio lo aveva reso profeta, nel senso che negli ultimi anni della sua vita, il passato, il presente ed il futuro avevano assunto un'unica dimensione. In questa unica dimensione, al suo pensiero e alla sua immaginazione era purtroppo facile proiettare gli errori e i guasti presenti nel futuro...

[1]tratta dal libro di Salvo Millesoli "Don Sturzo. La carità politica." edizioni Paoline, 2002
[2]tratta dal libro di Luigi Giuliani "Don Sturzo. Uomo di Dio." Centro Internazionale Studi Sturzo